IMPATTI DEL CINGHIALE SULL'AGRICOLTURA
- Dott. Marchesi

- 5 apr 2022
- Tempo di lettura: 2 min

Il 26 marzo lo Studio ha partecipato al convegno "Cinghiale, dalla convivenza all'emergenza sanitaria", organizzato da Federcaccia Milano, con un intervento dal titolo "GLI IMPATTI DEL CINGHIALE SULL'AGRICOLTURA".
Il tema è finalmente di grande attualità ed interesse (e non solo tra esperti e addetti ai lavori) soprattutto a causa della forte espansione dell'animale sui territori e del ritrovamento di selvatici infetti di Peste Suina Africana (PSA) tra Liguria e Piemonte. La problematica tuttavia non è nuova nel mondo agricolo dove, da anni, il cinghiale causa danni alle coltivazioni, in particolare mais, foraggere e frutticole, oltre che alle opere e strutture presenti sui terreni (canali irrigui, viabilità rurale, muretti a secco, ecc.). In sostanza le popolazioni crescono in buona parte sostenute dall'attività agricola. La presenza eccessiva del cinghiale nell'ecosistema causa anche impatti ambientali notevoli in termini di conservazione della biodiversità, basti pensare al rinnovamento forestale in bosco o alla predazione di covate a terra. Il selvatico si trova a vivere un rapporto disequilibrato col proprio ambiente e si ritrova snaturato esso stesso da ibridazioni, malattie, modifiche comportamentali, dinamiche di popolazione inedite, prolificità e opportunismo esaperati.
Occorre una gestione seria e preparata, che coinvolga tutti gli attori nel dialogo senza pregiudizi o ideologie, nella consapevolezza che il territorio rurale e il paesaggio del Bel Paese sono una costruzione millenaria dell'uomo, un connubio di elementi coesistenti che interagiscono e si influenzano, e la sua conservazione o sviluppo (addirittura?!?) dipendono dal mantenimento di un delicato equilibrio. Si tratta di un'azione dinamica, non statica, e di un governo attivo. La rottura di questo equilibrio determina abbandono, degrado e dissesto, anche in quei territori che da cittadini percepiamo come "naturali". Occorre inoltre rispettare il lavoro degli agricoltori, al di là degli aspetti economici, perché il lavoro è sacro ed anche il cibo che si produce.


















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